
I Butteri:
Gli Eroi a Cavallo della Maremma
Se la vacca Maremmana è l'anima selvaggia di questa terra, il Buttero è il suo custode indiscusso.
Spesso definiti come i "cowboy italiani", i butteri sono molto di più: sono l'emblema di un mestiere antico, fatto di fatica, rispetto per la natura e un legame simbiotico con gli animali.
Dimenticate le praterie americane: qui siamo tra le paludi, le pinete e la macchia mediterranea, dove per secoli l'unico modo per sopravvivere e lavorare era in sella a un buon cavallo.
Spesso definiti come i "cowboy italiani", i butteri sono molto di più: sono l'emblema di un mestiere antico, fatto di fatica, rispetto per la natura e un legame simbiotico con gli animali.
Dimenticate le praterie americane: qui siamo tra le paludi, le pinete e la macchia mediterranea, dove per secoli l'unico modo per sopravvivere e lavorare era in sella a un buon cavallo.

L'Epica Sfida
contro
Buffalo Bill
C'è un episodio nella storia dei butteri che sembra uscito dalla sceneggiatura di un film, ed è motivo di grande orgoglio in Maremma.
Era l'8 marzo 1890 e a Roma faceva tappa il celebre "Wild West Show" di William F. Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill. I suoi cowboy americani, famosi in tutto il mondo, lanciarono una sfida ai mandriani locali: chi fosse riuscito a domare i loro puledri più ribelli avrebbe vinto una ricca ricompensa.
A raccogliere il guanto di sfida fu Augusto Imperiali, un abile buttero originario di Cisterna di Latina, ma anima della Maremma laziale e toscana. Con calma e maestria, Imperiali riuscì a sellare e cavalcare il cavallo indomito davanti a una folla in delirio, battendo i cowboy americani sul loro stesso campo.
Buffalo Bill, si dice, non la prese affatto bene!
Era l'8 marzo 1890 e a Roma faceva tappa il celebre "Wild West Show" di William F. Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill. I suoi cowboy americani, famosi in tutto il mondo, lanciarono una sfida ai mandriani locali: chi fosse riuscito a domare i loro puledri più ribelli avrebbe vinto una ricca ricompensa.
A raccogliere il guanto di sfida fu Augusto Imperiali, un abile buttero originario di Cisterna di Latina, ma anima della Maremma laziale e toscana. Con calma e maestria, Imperiali riuscì a sellare e cavalcare il cavallo indomito davanti a una folla in delirio, battendo i cowboy americani sul loro stesso campo.
Buffalo Bill, si dice, non la prese affatto bene!

Un mestiere
che si
tramanda
La parola "buttero" deriva probabilmente dal greco boútoros (conduttore di buoi) o dal latino boum bŏtŏrus.
È un mestiere che non si impara sui libri, ma si trasmette di padre in figlio, fatto di sguardi, silenzi e conoscenza profonda del territorio.
I Ferri del Mestiere:
L'Equipaggiamento del Buttero
Riconoscere un buttero è facile, grazie al suo abbigliamento tradizionale e agli strumenti inseparabili, studiati per resistere alle intemperie e ai rovi della macchia:
• Il Cavallo Maremmano: Il compagno di vita. Robusto, dal carattere fiero e dal mantello scuro, è l'unico capace di muoversi agilmente tra le asperità del suolo maremmano.
• La Mazzarella: Un bastone di legno di corniolo, olivastro o nocciolo, terminante a uncino. È il prolungamento del braccio del buttero, usato per guidare il bestiame, aprire i cancelli senza scendere da cavallo e difendersi.
• L'Abbigliamento: Caratterizzato da giacca e pantaloni in robusto fustagno, stivali di cuoio, cosciali (per proteggere le gambe dalle spine) e l'immancabile cappello a tesa larga per ripararsi dal sole cocente e dalla pioggia.
• La Sella "Scafarda" o "Bardella": Selle tradizionali, grandi e comodissime, progettate per permettere al cavaliere di trascorrere l'intera giornata a cavallo senza stancarsi e per avere un assetto sicuro anche durante i movimenti bruschi del bestiame.
È un mestiere che non si impara sui libri, ma si trasmette di padre in figlio, fatto di sguardi, silenzi e conoscenza profonda del territorio.
I Ferri del Mestiere:
L'Equipaggiamento del Buttero
Riconoscere un buttero è facile, grazie al suo abbigliamento tradizionale e agli strumenti inseparabili, studiati per resistere alle intemperie e ai rovi della macchia:
• Il Cavallo Maremmano: Il compagno di vita. Robusto, dal carattere fiero e dal mantello scuro, è l'unico capace di muoversi agilmente tra le asperità del suolo maremmano.
• La Mazzarella: Un bastone di legno di corniolo, olivastro o nocciolo, terminante a uncino. È il prolungamento del braccio del buttero, usato per guidare il bestiame, aprire i cancelli senza scendere da cavallo e difendersi.
• L'Abbigliamento: Caratterizzato da giacca e pantaloni in robusto fustagno, stivali di cuoio, cosciali (per proteggere le gambe dalle spine) e l'immancabile cappello a tesa larga per ripararsi dal sole cocente e dalla pioggia.
• La Sella "Scafarda" o "Bardella": Selle tradizionali, grandi e comodissime, progettate per permettere al cavaliere di trascorrere l'intera giornata a cavallo senza stancarsi e per avere un assetto sicuro anche durante i movimenti bruschi del bestiame.
Durante la serata che vi proponiamo, ci saranno diverse esperienze legate al mondo ed alla tradizione dei Butteri. Sotto vi mostriamo alcuni momenti che hanno caratterizzato una serata.

